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Todas las subastas / Arte, Pintura & obra gráfica / Gruppo di 3 ciotole figurate, 1990 - Ilario Fioravanti (Cesena, 2019


paintings antiques Terracotta diam. cm 15, 80-24-24,2 x 7,5 altezza Ilario Fioravanti è nato a Cesena il 25 settembre del 1922. Fin da giovanissimo, prima con il disegno poi attraverso l'incisione e la scultura, si avvicina alle arti figurative. Nel 1949 si laurea in architettura a Firenze. La professione di architetto, che svolge vincendo concorsi e realizzando edifici pubblici, di culto e privati, pur allontanandolo per circa quindici anni da un rapporto continuativo con l'attività artistica, non lo distacca tuttavia da una necessità "organica" di testimoniare ogni sua emozione ed esperienza attraverso il disegno. Negli anni sessanta-ottanta si appassiona e approfondisce le espressioni artistiche arcaiche. Guarda con molto interesse l’arte egizia, le terrecotte della civiltà meso americana, le sculture nuragiche, l’arte etrusca e quella africana, nel quale sostiene di trovare “l’uomo, non il gigante”. In questo periodo ritorna alla scultura, realizzando una serie di ritratti in cui rivela vivo interesse a ricercare ee indagare l’uomo, in una dimensione che, maturando, non è solo analisi introspettiva, ma esplosione, compartecipazione vitale. Nel 1988 viene curata una sua personale presso la galleria comunale d’arte di Cesena. È il legame con Giovanni Testori che cambia la vita di Fioravanti, lo fa conoscere ad un ampio pubblico di ammiratori. Nel 1990 l’artista, per volontà di Testori, espone presso la “Compagnia del disegno” oltre 40 terrecotte. È poi tutto un susseguirsi di mostre, incontri, progetti, creazioni, che riempiono la sua esistenza, senza dubbio straordinariamente feconda e felice. Gli sono affettuosamente legati molto esponenti di primo grado dell’arte e della cultura italiana, tra cui il critico d’arte Vittorio Sgarbi ed il poeta-sceneggiatore Tonino Guerra. Muore nel 2012. Terracotta, diam. cm 15, 80-24-24,2 x 7,5 altezza, Ilario Fioravanti è nato a Cesena il 25 settembre del 1922. Fin da giovanissimo, prima con il disegno poi attraverso l'incisione e la scultura, si avvicina alle arti figurative. Nel 1949 si laurea in architettura a Firenze. La professione di architetto, che svolge vincendo concorsi e realizzando edifici pubblici, di culto e privati, pur allontanandolo per circa quindici anni da un rapporto continuativo con l'attività artistica, non lo distacca tuttavia da una necessità "organica" di testimoniare ogni sua emozione ed esperienza attraverso il disegno. Negli anni sessanta-ottanta si appassiona e approfondisce le espressioni artistiche arcaiche. Guarda con molto interesse l’arte egizia, le terrecotte della civiltà meso americana, le sculture nuragiche, l’arte etrusca e quella africana, nel quale sostiene di trovare “l’uomo, non il gigante”. In questo periodo ritorna alla scultura, realizzando una serie di ritratti in cui rivela vivo interesse a ricercare ee indagare l’uomo, in una dimensione che, maturando, non è solo analisi introspettiva, ma esplosione, compartecipazione vitale. Nel 1988 viene curata una sua personale presso la galleria comunale d’arte di Cesena. È il legame con Giovanni Testori che cambia la vita di Fioravanti, lo fa conoscere ad un ampio pubblico di ammiratori. Nel 1990 l’artista, per volontà di Testori, espone presso la “Compagnia del disegno” oltre 40 terrecotte. È poi tutto un susseguirsi di mostre, incontri, progetti, creazioni, che riempiono la sua esistenza, senza dubbio straordinariamente feconda e felice. Gli sono affettuosamente legati molto esponenti di primo grado dell’arte e della cultura italiana, tra cui il critico d’arte Vittorio Sgarbi ed il poeta-sceneggiatore Tonino Guerra. Muore nel 2012. Ilario Fioravanti è nato a Cesena il 25 settembre del 1922. Fin da giovanissimo, prima con il disegno poi attraverso l'incisione e la scultura, si avvicina alle arti figurative. Nel 1949 si laurea in architettura a Firenze. La professione di architetto, che svolge vincendo concorsi e realizzando edifici pubblici, di culto e privati, pur allontanandolo per circa quindici anni da un, disegno poi attraverso l'incisione e la scultura, si avvicina alle arti figurative. Nel 1949 si, laurea in architettura a Firenze. La professione di architetto, che svolge vincendo concorsi e, realizzando edifici pubblici, di culto e privati, pur allontanandolo per circa quindici anni da un, rapporto continuativo con l'attività artistica, non lo distacca tuttavia da una necessità "organica" di testimoniare ogni sua emozione ed esperienza attraverso il disegno. "organica" di testimoniare ogni sua emozione ed esperienza attraverso il disegno. Negli anni sessanta-ottanta si appassiona e approfondisce le espressioni artistiche arcaiche. Guarda con molto interesse l’arte egizia, le terrecotte della civiltà meso americana, le sculture nuragiche, l’arte etrusca e quella africana, nel quale sostiene di trovare “l’uomo, non il gigante”. In questo periodo ritorna alla scultura, realizzando una serie di ritratti in cui rivela, Guarda con molto interesse l’arte egizia, le terrecotte della civiltà meso americana, le sculture, nuragiche, l’arte etrusca e quella africana, nel quale sostiene di trovare “l’uomo, non il, gigante”. In questo periodo ritorna alla scultura, realizzando una serie di ritratti in cui rivela, vivo interesse a ricercare ee indagare l’uomo, in una dimensione che, maturando, non è solo analisi introspettiva, ma esplosione, compartecipazione vitale. analisi introspettiva, ma esplosione, compartecipazione vitale. Nel 1988 viene curata una sua personale presso la galleria comunale d’arte di Cesena. È il legame con Giovanni Testori che cambia la vita di Fioravanti, lo fa conoscere ad un ampio pubblico di ammiratori. Nel 1990 l’artista, per volontà di Testori, espone presso la “Compagnia del disegno” oltre 40 terrecotte. È il legame con Giovanni Testori che cambia la vita di Fioravanti, lo fa conoscere ad un ampio, pubblico di ammiratori. Nel 1990 l’artista, per volontà di Testori, espone presso la “Compagnia del disegno” oltre 40 terrecotte. È poi tutto un susseguirsi di mostre, incontri, progetti, creazioni, che riempiono la sua, esistenza, senza dubbio straordinariamente feconda e felice. Gli sono affettuosamente legati molto esponenti di primo grado dell’arte e della cultura, italiana, tra cui il critico d’arte Vittorio Sgarbi ed il poeta-sceneggiatore Tonino Guerra. Muore nel 2012
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