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A PAIR OF ROMAN CONSOLE TABLES, AMBIT OF PIRANESI, SECOND HALF 18TH CENTURY COPPIA DI CONSOLES DI AMBITO PIRANESIANO, ROMA, SECONDA METÀ SECOLO XVIII in legno intagliato e dorato con piano rettangolare impiallacciato in porfido con profilo superiore in bronzo dorato. La fascia sottopiano è centrata da un medaglione circolare con profilo di imperatore entro cornice perlinata, affiancato da due bucrani raccordati da festoni con nastri svolazzanti, decoro che si ripete anche sui due fianchi, ed è sorretta da quattro gambe sinuose calzate da zoccolo caprino e sormontate da teste di ariete scolpite a tutto tondo; cm 88x128x68 Comparative literature G.B. Piranesi, Diversi maniere d'adornare i cammini, Roma 1769, p. 43 tav. 3; A. González-Palacios, Nostalgia e invenzione. Arredi e arti decorative a Roma e Napoli nel Settecento, Milano 2010, pp. 173-181 Provenance Sir Arthur du Cros, 21 Park Street, Londra, fino al 1957; Michael Behrens, Culham Court, Henley-on-Thames (when with differing, associated alabaster tops); The John Hobbs Collection II, Phillips, New York, 22 ottobre 2002, lotto 46; The William F. Reilly Collection, Christie's, New York, 14 ottobre 2009, lotto 40; Collezione privata I due tavoli si inseriscono a pieno nel gusto del neoclassicismo romano dettato dai principi decorativi di Giovanni Battista Piranesi. Quando nel 1769 l'architetto veneziano diede alle stampe le Diverse maniere d'adornare i cammini, la sua visione fantastica dell'antichità prese corpo in mobili, suppellettili e decorazioni che sfruttavano i singoli elementi scultorei e architettonici del lessico classico per creare forme del tutto fantastiche e nuove, dove la severità dell'antico si mescolava alle reminiscenze barocche e alla vivacità del rococò. Qui lo schema classico del piede foggiato come una zampa animale viene combinato alle teste di ariete, coronate da un fregio vegetale e sottese da una sorta di piccolo drappo pieghettato. E proprio l’idea della protome caprina si ritrova in una delle prime tavole incise da Piranesi nelle Diverse maniere (tav. 3), utilizzata per ornare i due spigoli superiori di un camino inserito in una parete decorata in pieno gusto neoclassico. Alvar Gonzales Palacios al riguardo scrive: “Dopo la pubblicazione delle Diverse maniere l’influsso del Piranesi tende a confondersi con molte soluzioni ornamentali del Neoclassicismo, ormai in atto in tutta Europa, e non sempre è facile isolare il linguaggio specifico da quello dei suoi allievi e seguaci. Le arti decorative italiane, e soprattutto romane, dipendono dalla fantasia di Piranesi. Non tutti i particolari dell’ornato sono riconducibili ad un suo tratto, ma è sempre possibile dire se un lavoro risalga a prima o dopo la sua opera. Piranesi è totalmente legato alla rinascita del mondo antico, ma il suo particolare neoclassicismo è così personale, così innamorato e nel contempo così poco rispettoso di quello che amava, da spiegare il termine, coniato da Henri Focillon, di stile Piranesi”. A PAIR OF ROMAN CONSOLE TABLES, AMBIT OF PIRANESI, SECOND HALF 18TH CENTURY COPPIA DI CONSOLES DI AMBITO PIRANESIANO, ROMA, SECONDA METÀ SECOLO XVIII in legno intagliato e dorato con piano rettangolare impiallacciato in porfido con profilo superiore in bronzo dorato. La fascia sottopiano è centrata da un medaglione circolare con profilo di imperatore entro cornice perlinata, affiancato da due bucrani raccordati da festoni con nastri svolazzanti, decoro che si ripete anche sui due fianchi, ed è sorretta da quattro gambe sinuose calzate da zoccolo caprino e sormontate da teste di ariete scolpite a tutto tondo; cm 88x128x68 Comparative literature G.B. Piranesi, Diversi maniere d'adornare i cammini, Roma 1769, p. 43 tav. 3; A. González-Palacios, Nostalgia e invenzione. Arredi e arti decorative a Roma e Napoli nel Settecento, Milano 2010, pp. 173-181 Provenance Sir Arthur du Cros, 21 Park Street, Londra, fino al 1957; Michael Behrens, Culham Court, Henley-on-Thames (when with differing, associated alabaster tops); The John Hobbs Collection II, Phillips, New York, 22 ottobre 2002, lotto 46; The William F. Reilly Collection, Christie's, New York, 14 ottobre 2009, lotto 40; Collezione privata I due tavoli si inseriscono a pieno nel gusto del neoclassicismo romano dettato dai principi decorativi di Giovanni Battista Piranesi. Quando nel 1769 l'architetto veneziano diede alle stampe le Diverse maniere d'adornare i cammini, la sua visione fantastica dell'antichità prese corpo in mobili, suppellettili e decorazioni che sfruttavano i singoli elementi scultorei e architettonici del lessico classico per creare forme del tutto fantastiche e nuove, dove la severità dell'antico si mescolava alle reminiscenze barocche e alla vivacità del rococò. Qui lo schema classico del piede foggiato come una zampa animale viene combinato alle teste di ariete, coronate da un fregio vegetale e sottese da una sorta di piccolo drappo pieghettato. E proprio l’idea della protome caprina si ritrova in una delle prime tavole incise da Piranesi nelle Diverse maniere (tav. 3), utilizzata per ornare i due spigoli superiori di un camino inserito in una parete decorata in pieno gusto neoclassico. Alvar Gonzales Palacios al riguardo scrive: “Dopo la pubblicazione delle Diverse maniere l’influsso del Piranesi tende a confondersi con molte soluzioni ornamentali del Neoclassicismo, ormai in atto in tutta Europa, e non sempre è facile isolare il linguaggio specifico da quello dei suoi allievi e seguaci. Le arti decorative italiane, e soprattutto romane, dipendono dalla fantasia di Piranesi. Non tutti i particolari dell’ornato sono riconducibili ad un suo tratto, ma è sempre possibile dire se un lavoro risalga a prima o dopo la sua opera. Piranesi è totalmente legato alla rinascita del mondo antico, ma il suo particolare neoclassicismo è così personale, così innamorato e nel contempo così poco rispettoso di quello che amava, da spiegare il termine, coniato da Henri Focillon, di stile Piranesi”. A PAIR OF ROMAN CONSOLE TABLES, AMBIT OF PIRANESI, SECOND HALF 18TH CENTURY COPPIA DI CONSOLES DI AMBITO PIRANESIANO, ROMA, SECONDA METÀ SECOLO XVIII in legno intagliato e dorato con piano rettangolare impiallacciato in porfido con profilo superiore in bronzo dorato. La fascia sottopiano è centrata da un medaglione circolare con profilo di imperatore entro cornice perlinata, affiancato da due bucrani raccordati da festoni con nastri svolazzanti, decoro che si ripete anche sui due fianchi, ed è sorretta da quattro gambe sinuose calzate da zoccolo caprino e sormontate da teste di ariete scolpite a tutto tondo; cm 88x128x68 Comparative literature G.B. Piranesi, Diversi maniere d'adornare i cammini, Roma 1769, p. 43 tav. 3; A. González-Palacios, Nostalgia e invenzione. Arredi e arti decorative a Roma e Napoli nel Settecento, Milano 2010, pp. 173-181 Provenance Sir Arthur du Cros, 21 Park Street, Londra, fino al 1957; Michael Behrens, Culham Court, Henley-on-Thames (when with differing, associated alabaster tops); The John Hobbs Collection II, Phillips, New York, 22 ottobre 2002, lotto 46; The William F. Reilly Collection, Christie's, New York, 14 ottobre 2009, lotto 40; Collezione privata I due tavoli si inseriscono a pieno nel gusto del neoclassicismo romano dettato dai principi decorativi di Giovanni Battista Piranesi. Quando nel 1769 l'architetto veneziano diede alle stampe le Diverse maniere d'adornare i cammini, la sua visione fantastica dell'antichità prese corpo in mobili, suppellettili e decorazioni che sfruttavano i singoli elementi scultorei e architettonici del lessico classico per creare forme del tutto fantastiche e nuove, dove la severità dell'antico si mescolava alle reminiscenze barocche e alla vivacità del rococò. Qui lo schema classico del piede foggiato come una zampa animale viene combinato alle teste di ariete, coronate da un fregio vegetale e sottese da una sorta di piccolo drappo pieghettato. E proprio l’idea della protome caprina si ritrova in una delle prime tavole incise da Piranesi nelle Diverse maniere (tav. 3), utilizzata per ornare i due spigoli superiori di un camino inserito in una parete decorata in pieno gusto neoclassico. Alvar Gonzales Palacios al riguardo scrive: “Dopo la pubblicazione delle Diverse maniere l’influsso del Piranesi tende a confondersi con molte soluzioni ornamentali del Neoclassicismo, ormai in atto in tutta Europa, e non sempre è facile isolare il linguaggio specifico da quello dei suoi allievi e seguaci. Le arti decorative italiane, e soprattutto romane, dipendono dalla fantasia di Piranesi. Non tutti i particolari dell’ornato sono riconducibili ad un suo tratto, ma è sempre possibile dire se un lavoro risalga a prima o dopo la sua opera. Piranesi è totalmente legato alla rinascita del mondo antico, ma il suo particolare neoclassicismo è così personale, così innamorato e nel contempo così poco rispettoso di quello che amava, da spiegare il termine, coniato da Henri Focillon, di stile Piranesi”. A PAIR OF ROMAN CONSOLE TABLES, AMBIT OF PIRANESI, SECOND HALF 18TH CENTURY COPPIA DI CONSOLES DI AMBITO PIRANESIANO, ROMA, SECONDA METÀ SECOLO XVIII in legno intagliato e dorato con piano rettangolare impiallacciato in porfido con profilo superiore in bronzo dorato. La fascia sottopiano è centrata da un medaglione circolare con profilo di imperatore entro cornice perlinata, affiancato da due bucrani raccordati da festoni con nastri svolazzanti, decoro che si ripete anche sui due fianchi, ed è sorretta da quattro gambe sinuose calzate da zoccolo caprino e sormontate da teste di ariete scolpite a tutto tondo; cm 88x128x68 Comparative literature G.B. Piranesi, Diversi maniere d'adornare i cammini, Roma 1769, p. 43 tav. 3; A. González-Palacios, Nostalgia e invenzione. Arredi e arti decorative a Roma e Napoli nel Settecento, Milano 2010, pp. 173-181 Provenance Sir Arthur du Cros, 21 Park Street, Londra, fino al 1957; Michael Behrens, Culham Court, Henley-on-Thames (when with differing, associated alabaster tops); The John Hobbs Collection II, Phillips, New York, 22 ottobre 2002, lotto 46; The William F. Reilly Collection, Christie's, New York, 14 ottobre 2009, lotto 40; Collezione privata I due tavoli si inseriscono a pieno nel gusto del neoclassicismo romano dettato dai principi decorativi di Giovanni Battista Piranesi. Quando nel 1769 l'architetto veneziano diede alle stampe le Diverse maniere d'adornare i cammini, la sua visione fantastica dell'antichità prese corpo in mobili, suppellettili e decorazioni che sfruttavano i singoli elementi scultorei e architettonici del lessico classico per creare forme del tutto fantastiche e nuove, dove la severità dell'antico si mescolava alle reminiscenze barocche e alla vivacità del rococò. Qui lo schema classico del piede foggiato come una zampa animale viene combinato alle teste di ariete, coronate da un fregio vegetale e sottese da una sorta di piccolo drappo pieghettato. E proprio l’idea della protome caprina si ritrova in una delle prime tavole incise da Piranesi nelle Diverse maniere (tav. 3), utilizzata per ornare i due spigoli superiori di un camino inserito in una parete decorata in pieno gusto neoclassico. Alvar Gonzales Palacios al riguardo scrive: “Dopo la pubblicazione delle Diverse maniere l’influsso del Piranesi tende a confondersi con molte soluzioni ornamentali del Neoclassicismo, ormai in atto in tutta Europa, e non sempre è facile isolare il linguaggio specifico da quello dei suoi allievi e seguaci. Le arti decorative italiane, e soprattutto romane, dipendono dalla fantasia di Piranesi. Non tutti i particolari dell’ornato sono riconducibili ad un suo tratto, ma è sempre possibile dire se un lavoro risalga a prima o dopo la sua opera. Piranesi è totalmente legato alla rinascita del mondo antico, ma il suo particolare neoclassicismo è così personale, così innamorato e nel contempo così poco rispettoso di quello che amava, da spiegare il termine, coniato da Henri Focillon, di stile Piranesi”. A PAIR OF ROMAN CONSOLE TABLES, AMBIT OF PIRANESI, SECOND HALF 18TH CENTURY, COPPIA DI CONSOLES DI AMBITO PIRANESIANO, ROMA, SECONDA METÀ SECOLO XVIII, in legno intagliato e dorato con piano rettangolare impiallacciato in porfido con profilo superiore in bronzo dorato. La fascia sottopiano è centrata da un medaglione circolare con profilo di imperatore entro cornice perlinata, affiancato da due bucrani raccordati da festoni con nastri svolazzanti, decoro che si ripete anche sui due fianchi, ed è sorretta da quattro gambe sinuose calzate da zoccolo caprino e sormontate da teste di ariete scolpite a tutto tondo; cm 88x128x68, Comparative literature, G.B. Piranesi, Diversi maniere d'adornare i cammini, , Roma 1769, p. 43 tav. 3;, A. González-Palacios, Nostalgia e invenzione. Arredi e arti decorative a Roma e Napoli nel Settecento, , Milano 2010, pp. 173-181, Provenance, Sir Arthur du Cros, 21 Park Street, Londra, fino al 1957;, Michael Behrens, Culham Court, Henley-on-Thames (when with differing, associated alabaster tops);, The John Hobbs Collection II, Phillips, New York, 22 ottobre 2002, lotto 46;, The William F. Reilly Collection, Christie's, New York, 14 ottobre 2009, lotto 40;, Collezione privata, I due tavoli si inseriscono a pieno nel gusto del neoclassicismo romano dettato dai principi decorativi di Giovanni Battista Piranesi. Quando nel 1769 l'architetto veneziano diede alle stampe le Diverse maniere d'adornare i cammini, la sua visione fantastica dell'antichità prese corpo in mobili, suppellettili e decorazioni che sfruttavano i singoli elementi scultorei e architettonici del lessico classico per creare forme del tutto fantastiche e nuove, dove la severità dell'antico si mescolava alle reminiscenze barocche e alla vivacità del rococò. Qui lo schema classico del piede foggiato come una zampa animale viene combinato alle teste di ariete, coronate da un fregio vegetale e sottese da una sorta di piccolo drappo pieghettato. E proprio l’idea della protome caprina si ritrova in una delle prime tavole incise da Piranesi nelle Diverse maniere (tav. 3), utilizzata per ornare i due spigoli superiori di un camino inserito in una parete decorata in pieno gusto neoclassico. Alvar Gonzales Palacios al riguardo scrive: “Dopo la pubblicazione delle Diverse maniere l’influsso del Piranesi tende a confondersi con molte soluzioni ornamentali del Neoclassicismo, ormai in atto in tutta Europa, e non sempre è facile isolare il linguaggio specifico da quello dei suoi allievi e seguaci. Le arti decorative italiane, e soprattutto romane, dipendono dalla fantasia di Piranesi. Non tutti i particolari dell’ornato sono riconducibili ad un suo tratto, ma è sempre possibile dire se un lavoro risalga a prima o dopo la sua opera. Piranesi è totalmente legato alla rinascita del mondo antico, ma il suo particolare neoclassicismo è così personale, così innamorato e nel contempo così poco rispettoso di quello che amava, da spiegare il termine, coniato da Henri Focillon, di stile Piranesi”
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